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S. Pio X

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SAN PIO X, PAPA


Dal Martirologio Romano - 21 agosto

Memoria di san Pio X, papa, che fu dapprima sacerdote in parrocchia e poi vescovo di Mantova e patriarca di Venezia. Eletto, infine, Pontefice di Roma, si propose come programma di governo di ricapitolare tutto in Cristo e lo realizzò in semplicità di animo, povertà e fortezza, promuovendo tra i fedeli la vita cristiana con la partecipazione all’Eucaristia, la dignità della sacra liturgia e l’integrità della dottrina.


Riferimenti storici


Giuseppe Melchiorre Sarto nacque il 2 giugno 1835 a Riese, villaggio in provincia e diocesi di Treviso. […].

Avendo egli dato precocemente segni di vocazione sacerdotale, il 22 agosto 1850 il patriarca di Venezia, card. Jacopo Monico, originario di Riese, comunicò al vicario generale di Treviso di avere assegnato al giovane Sarto “una piazza gratuita” a sua disposizione nel seminario extra-diocesano di Padova. Rivestito dell’abito talare nella chiesa del paese natale, dimorò dal 1850 al 1858 in quell’illustre istituto di studi ecclesiastici e umanistici, seguendovi i corsi per due anni di lettere classiche, per altrettanti di filosofia e per quattro di teologia. […]

Fu ordinato sacerdote il 18 settembre 1858 dal vescovo di Castelfranco Veneto.

Ebbe la prima destinazione, quale cappellano, a Tombolo, in diocesi di Treviso e provincia di Padova, dove arrivò il 29 novembre 1858. Si fece notare e amare per il suo zelo, per la generosa dedizione al ministero pastorale, per la larghezza verso i poveri. Continuò a studiare con passione le discipline sacre, specialmente in ore sottratte al riposo notturno, acquistando libri a prezzo di sacrifici. Scriveva tutte le prediche che pronunciava e andò acquistando una certa fama nella regione come oratore, chiamato in più luoghi e una volta fino in cattedrale.

[…] Nel 1867 fu nominato parroco di Salzano in provincia di Venezia. Entrò in forma privata, presentandosi al suo popolo in chiesa per la Messa domenicale il 14 luglio dello stesso anno. Si conquistò, anche qui, gli animi con la predicazione, l’azione caritatevole e la larga servizievole umanità, che non si tirava mai indietro da qualunque specie di richiesta e bisogno. Ebbe cura particolare dell’istruzione catechistica dei fanciulli, del canto e della musica sacra; provvide con impegno a eseguire lavori di restauro e di abbellimento della chiesa, procurando con ingegnose industrie i mezzi finanziari. Particolare abnegazione contrassegnò la sua dedizione durante l’epidemia di colera del 1873.

Nella primavera del 1875 fu nominato canonico della cattedrale di Treviso. Lasciò Salzano il 16 settembre, raggiungendo Treviso dove gli fu affidato l’ufficio di cancelliere della curia vescovile. […]. In tutto il servizio prestato in curia, dimostrò sagacia e destrezza, acquistando vasta esperienza nel maneggio degli affari ecclesiastici e di quelli misti, particolarmente complicati nel regime civile ancora in assestamento. Nell’ufficio che ebbe aggiunto, di direttore spirituale dei giovani del seminario diocesano, impegnò con passione le sue energie e risorse sacerdotali.

Sulla fine d’agosto del 1884 gli pervenne la notizia della sua nomina a vescovo di Mantova. […]. Il 12 settembre ebbe la conferma della volontà di Leone XIII e il 16 novembre fu consacrato a Roma, nella chiesa di Sant’Apollinare, dal mantovano Lucido Maria Parocchi, cardinale vicario. […]. Attese l’exequatur a Treviso, da dove partì il 18 aprile 1885 per fare nel giorno stesso il suo ingresso nella città affidata alle sue cure.

Il governo si presentava difficile perché nel territorio della diocesi fermentavano i sedimenti rivoluzionari risorgimentali e si delineavano i primi moti sociali; il clero era irrequieto e non mancavano dolorose defezioni. Mise in atto progressivamente principi pastorali che anticiparono, poi, quelli seguiti nei maggiori governi. […].

Il 15 giugno 1893 fu preconizzato patriarca di Venezia, tre giorni dopo la creazione a cardinale che Leone XIII aveva voluto immediata e antecedente all’entrata nell’illustre sede, per significare che l’onore gli era conferito per meriti personali. Da Venezia restò escluso diciassette mesi, non riconoscendo il governo italiano l’eletto della Santa Sede. […].

Il patriarca Sarto fece il suo ingresso solenne, partendo da Treviso, il 24 novembre 1894, tra l’entusiasmo popolare.

L’azione da lui intrapresa anche qui trova unità nell’ispirazione essenzialmente religiosa e si svolge lungo linee già segnate. […].

Conquistò letteralmente l’animo del popolo con l’affabilità congiunta alla dignità delle maniere e, soprattutto, con l’inesauribile carità che gli fece contrarre più volte debiti, fino alla partenza per il conclave nel 1903.

Lasciata Venezia il 26 luglio, entrò in conclave il 31, con altri sessantuno cardinali. Gli scrutini iniziarono il 1° agosto e furono sette. Nel quarto, la sera del 2 agosto, ebbe ventiquattro voti contro i trenta dati al card. Rampolla, sul quale nello scrutinio precedente era stata pronunziata un’esclusiva in nome dell’imperatore d’Austria. Nel quinto e sesto, del 3 agosto, cominciò ad avere la maggioranza con ventisette e trentacinque voti; nel settimo, con cinquanta voti, superò i due terzi richiesti per l’elezione. Sgomento, aveva supplicato i colleghi di essere lasciato da parte, ma si piegò ad accettare, piangendo. Diede la sua prima benedizione Urbi et orbi dalla loggia interna di S. Pietro, secondo un voto espresso dal collegio cardinalizio. Fu coronato il 9 agosto nella basilica Vaticana.

Gli atti fondamentali di governo si svolsero con rapidità. Il giorno stesso dell’elezione designò pro-segretario di Stato il segretario del conclave mons. Raffaele Merry del Val, spagnolo di nascita, che il 18 ottobre fu nominato segretario e creato cardinale nel concistoro del 9 novembre. Il 4 ottobre pubblicò la sua prima enciclica: “E supremi apostolatus Cathedra”, dichiarando i capisaldi del suo programma, compendiato nel motto: “Instaurare omnia in Christo”. […]. Si disegna così, dall’origine, il duplice aspetto dell’azione pontificale: l’asserzione dei diritti supremi di Cristo di fronte al mondo, l’alimento della fede e della pietà nell’interno della Chiesa.

[…] Pose la perfezione sacerdotale a fondamento, imponendo una severa preparazione di studi, la disciplina, la preghiera; rinnovò i seminari e in Italia istituì quelli regionali; prescrisse rigorose norme per le ordinazioni. Il 28 luglio 1906 pubblicò l’enciclica “Pieni l’animo” sulla disciplina e riforma del clero e, il 4 agosto 1908, cinquantesimo della sua ordinazione sacerdotale, datò l’esortazione “Haerent animo”, originalmente tutta scritta di suo pugno, per impegnare alla santità gli eletti al ministero sacro. Per il governo della Chiesa promulgò una riforma della curia romana, estese i poteri della Segreteria di Stato, definì le attribuzioni dei dicasteri, sfrondando la selva delle giurisdizioni contrastanti. Un’opera di più grande mole intraprese per la codificazione del diritto canonico che portò, dopo la sua morte, alla pubblicazione del nuovo codice. […].

Sull’istruzione religiosa […] stabilì le norme catechistiche. Il testo del nuovo catechismo […] si diffuse largamente nel mondo cattolico. Estese, quasi subito dopo la sua elezione, la riforma della musica sacra […].

Il moto eversivo del sacro deposito della fede si era già scoperto, con pericolose infiltrazioni, nell’interno della Chiesa dagli ultimi anni del pontificato di Leone XIII. La demolizione, iniziata dai libri dell’Antico e Nuovo Testamento, minacciare il nucleo centrale della Rivelazione, così da negare nei suoi termini estremi la divinità di Cristo e la realtà trascendente di Dio. La lotta intrapresa da Pio X contro queste innovazioni teologiche radicali, denotate con il temine di modernismo, durò aspra per tutto il primo lustro di pontificato e culminò con l’enciclica “Pascendi Dominici gregis” dell’8 settembre 1907.

[…] In Italia procedette a una ricostituzione su nuove linee dell’azione dei cattolici […]. A questi concesse deroghe al divieto di partecipare alla vita politica, a partire dalle elezioni del 1904. […].

Il 3 maggio 1907, con la lettera apostolica Quam multa, indirizzata al Patriarca di Gerusalemme, riformò l'Ordine del Santo Sepolcro e ne riservava il Gran Magistero alla persona del Romano Pontefice.

Nella primavera del 1913 cadde malato abbastanza seriamente per una bronchite e l’aggravarsi dei suoi disturbi uricemici. Tenne la sua ultima allocuzione il 25 maggio 1914 per la creazione di tredici nuovi cardinali, tra i quali il suo successore, pronunziando parole che poterono poi apparire profetiche.

[…] Spirò all’1,16 del 21 agosto 1914, nell’ottantesimo anno e dopo undici di pontificato. […].

Le virtù della semplicità, povertà e fortezza apparvero moralmente le più caratteristiche in Pio X e formarono, insieme alle altre virtù cardinali e teologali, esercitate in misura eroica, la sua santità.  La fama di questa fu largamente propagata durante la vita, in particolare dopo l’ascesa al pontificato. Si accrebbe progressivamente dal momento della morte, tanto da indurre i cardinali residenti in curia a promuovere la causa e a nominare un postulatore il 14 febbraio 1923. […]. La causa di beatificazione e canonizzazione fu introdotta presso la Congregazione dei Riti il 12 febbraio 1943. Seguirono i processi apostolici, tra il 1943 e il 1946. Il 3 settembre 1950 fu emanato il decreto di approvazione delle virtù eroiche; l’11 febbraio e il 4 marzo 1951 quelli d’approvazione dei due miracoli proposti per la beatificazione e del Tuto.

Pio XII procedette alla beatificazione il 3 giugno 1951 e alla canonizzazione il 29 maggio 1954. […].

Il 17 febbraio 1952 la salma ebbe collocazione definitiva nella basilica Vaticana, sotto l’altare della cappella della Presentazione.

(Nello Vian in Bibliotheca Sanctorum, vol. X)


PREGHIERA

O Dio,
che per difendere la fede cattolica
e unificare ogni cosa nel Cristo
hai animato del tuo spirito di sapienza e di fortezza
il papa san Pio X,
fa che alla luce dei suoi insegnamenti e del suo esempio,
giungiamo al premio della vita eterna.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli. Amen.


 
 
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