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S. Nicodemo

Spiritualità > Feste, Santi e Beati




SAN NICODEMO


Dal Martirologio Romano - 31 agosto

A Gerusalemme, commemorazione dei santi Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, che raccolsero il corpo di Gesù sotto la croce, lo avvolsero nella sindone e lo deposero nel sepolcro. Giuseppe, nobile decurione e discepolo del Signore, aspettava il regno di Dio; Nicodemo, fariseo e principe dei Giudei, era andato di notte da Gesù per interrogarlo sulla sua missione e, davanti ai sommi sacerdoti e ai Farisei che volevano arrestare il Signore, difese la sua causa.



Riferimenti storici


Fu Dottore della Legge e membro del Sinedrio. Ne parla S. Giovanni nel suo Vangelo (3, 1-15; 7, 50 sgg.; 19, 39 sg.).

Durante la permanenza di Gesù a Gerusalemme, in occasione della prima Pasqua (anno 28 della nostra era), Nicodemo, impressionato dai miracoli compiuti da Gesù, lo andò a trovare per un colloquio chiarificatore, “di notte”, e tale circostanza è variamente intesa: per non compromettere la sua fama o per timore; è da ricordare tuttavia che quella era l’ora più conveniente per un lungo colloquio di grande importanza.

Come di consueto S. Giovanni riferisce appena le battute essenziali del colloquio, le idee principali: i fatti osservati ti manifestano Messia, dice Nicodemo a Gesù; ebbene, di quale natura è la tua missione? Con quali mezzi la compirai? Si tratta dell’impero vivamente atteso dai Giudei con una rivincita definitiva sui pagani? Gesù rettifica questa erronea aspettativa del giudaismo ufficiale: il regno di Dio è soltanto dominio di Dio sulle anime; per entrarvi è necessario rinascere spiritualmente, rinnovare il proprio animo; è quanto chiaramente hanno preannunziato i profeti: “Tu sei maestro in Israele, e lo ignori?”. Gesù compirà la sua missione, immolando sé stesso sulla croce.

In uno dei tentativi, fatti dal Sinedrio negli ultimi mesi della vita di Gesù, per impossessarsi violentemente di lui, Nicodemo cerca di richiamare i suoi colleghi alla ragione: bisogna pure ascoltare una persona prima di condannarla! La risposta dei fanatici è scoraggiante: “Saresti anche tu un Galileo? Cerca pure e ti renderai conto che dalla Galilea non sorge profeta alcuno” (7, 45-52). Infine, sul Golgota, con Giuseppe d’Arimatea, Nicodemo provvede alla sepoltura di Gesù (19, 38-42). Egli porta “circa cento libbre di mirra e di aloe”: cioè una grande quantità, circa 30 kg.

Niente altro sappiamo di Nicodemo.

Secondo il prete Luciano (Ep. Luciani, in PL, XII, col. 807), che nel 415 avrebbe scoperto le reliquie insieme a quelle di s. Stefano, Nicodemo sarebbe stato battezzato dagli apostoli Pietro e Giovanni; quindi maltrattato e scacciato dai giudei che l’avrebbero anche ucciso senza l’intervento di Gamaliele, suo parente; questi lo avrebbe accolto nel suo possesso di Kefaz-Gamla, dove morì e fu sepolto.

Queste notizie non hanno alcun fondamento (per esse cf. BSS, I, coll. 77 sg.), come nulla di vero c’è nel cosiddetto Evangelium Nicodemi, titolo moderno (ca. del sec. XIV) di due narrazioni effettivamente distinte: Acta Pilati e Descensus Christi ad inferos, ambedue del IV secolo.

Nicodemo è ricordato nei martirologi in occasione dell’invenzione delle reliquie dei Ss. Stefano, Gamaliele, e Abibo posta dal Martirologio Romano al 3 agosto, dai menologi bizantini e da quello del card. Sirleto al 15 settembre.

Una leggenda cristiana ci presenta Nicodemo come scultore: gli si attribuisce il Volto Santo, assai venerato a Lucca.

(F. Spadafora in Bibliotheca Sanctorum, vol. IX)


PREGHIERA


O Dio, che nella tua infinita bontà
hai scelto il beato Nicodemo
per seppellire in un sepolcro nuovo
il corpo del tuo amatissimo Figlio deposto dalla croce,
fa che noi, fatti simili
e sepolti insieme con lo stesso tuo Figlio nella morte,
risorgiamo insieme con lui alla vita che non ha fine.
Egli è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. Amen.

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