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S. Elena

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SANT’ELENA, IMPERATRICE



Dal Martirologio Romano - 18 agosto

A Roma sulla via Labicana, santa Elena, madre dell’imperatore Costantino, che si adoperò con singolare impegno nell’assistenza ai poveri; piamente entrava in chiesa mescolandosi alle folle e in un pellegrinaggio a Gerusalemme alla ricerca dei luoghi della Natività, della Passione e della Risurrezione di Cristo onorò il presepe e la croce del Signore costruendo venerande basiliche.



Riferimenti storici


Madre di Costantino imperatore. I suoi dati biografici sono molto scarsi e incerti. Nacque verso la metà del secolo III forse a Drepanum in Bitinia, secondo la testimonianza di Procopio, il quale così spiega il cambiamento del nome di quella città in Elenopoli, fatto appunto da Costantino Magno per onorare la città natale di sua madre.

Discendeva da umile famiglia e, se si deve credere alla tradizione riferita da s. Ambrogio, esercitava l’ufficio di stabularia quando fu conosciuta e sposata da Costanzo Cloro. Nel 293 Costanzo fu nominato Cesare ed Elena dovette ritirarsi perché ragioni di stato costringevano il nuovo imperatore a sposare Teodora, figliastra di Massimiano Erculeo. Rimase umilmente nell’ombra fino al 306; succeduto al padre, Costantino Magno la chiamò a corte, le diede il titolo di Augusta, le permise di attingere liberamente al tesoro imperiale, fece incidere il suo nome e la sua immagine sulle monete e la onorò con tutte le prerogative attinenti al suo alto rango.

Di questa sua nuova posizione Elena si servì per fare del bene: in occasione di un suo viaggio in Oriente, secondo la testimonianza di Eusebio di Cesarea, passò dappertutto “con una certa regale sollecitudine e provvidenza”, beneficando generosamente persone di ogni ceto e intere città. La sua bontà generosa arrivava a ogni specie di bisognosi e indigenti; ai poveri donò vesti e denaro; fece liberare molti condannati alle carceri o alle miniere, molti ne fece ritornare dall’esilio.
Elena visse esemplarmente la sua fede nell’esercizio delle virtù cristiane e nella pratica di buone opere. Insigni furono la sua pietà e umiltà, tanto da non disdegnare di partecipare, con abiti modesti, alla sacra liturgia, mescolandosi tra la folla dei fedeli; spesso poi invitava dei poveri alla sua mensa e li serviva con le proprie mani.

Spinta da un grande amore verso il Redentore, nel 326 intraprese un pellegrinaggio in Palestina per visitare i luoghi santificati dalla sua vita terrena. In questa occasione, si adoperò per la costruzione della basilica della Natività a Betlemme e dell’Ascensione sul monte degli Ulivi, che poi Costantino ornò e dotò splendidamente.

Una tradizione (che rimonta alla fine del sec. IV, poiché già conosciuta da s. Ambrogio) riferisce che Elena, scavando sul Golgota per purificare quel luogo dagli edifici pagani fattivi costruire dai romani, avrebbe ritrovato la croce su cui fu inchiodato Gesù, insieme con altri strumenti della Passione, e avrebbe spinto il figlio a costruire la basilica dell’Anastasis. Bisogna però dire che Eusebio, coevo e ben edotto sulle cose di Palestina, pur parlando diffusamente di questa basilica, non accenna minimamente a Elena, anzi, sembra escludere completamente ogni sua relazione con essa, es. Cirillo di Gerusalemme (313-387), oriundo del luogo, pur attestando a più riprese nei suoi discorsi che le reliquie della S. Croce erano già sparse in tutto il mondo, ignora assolutamente che essa sia stata ritrovata da Elena.

Assistita dal figlio, Elena morì verso il 328-30, all’età di circa ottant’anni, in un luogo sconosciuto. Il suo corpo, però, fu trasportato a Roma e sepolto sulla via Labicana, ad duas lauros, in un sarcofago di porfido, collocato dentro uno splendido mausoleo a forma circolare, con cupola. Subito dopo la morte, Elena fu onorata come santa; Eusebio la dice “degna di sempiterna memoria” per la sua vita cristiana; s. Ambrogio la definisce “grande donna” e “di santa memoria” e s. Paolino da Nola ne esalta la grande fede. I pellegrini che venivano a Roma nel sec. VII per venerare le tombe dei martiri, non trascuravano di visitare anche il sepolcro di “santa” Elena.

Il suo culto si diffuse largamente in Oriente e in Occidente; Usuardo la introdusse per primo nel suo Martirologio al 18 agosto e di là passò nel Martirologio Romano; i Greci invece la venerano il 21 maggio, insieme con il figlio Costantino.

(A. Amore in Bibliotheca Sanctorum, vol. IV)



PREGHIERA

O gloriosa Sant’Elena,
con l’angoscia e la devozione
con le quali bramasti la Croce di Cristo
ti imploro così che tu mi possa donare la grazia di Dio
per sopportare pazientemente
i travagli della vita quotidiana.
Attraverso la tua protezione e intercessione
possa essere in grado di trovare e trasportare la Croce di Gesù
che Dio ha riposto su di me,
in modo che lo serva in vita
e possa godere della sua gloria per sempre. Amen.

 
 
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