ORDINE EQUESTRE
DEL SANTO SEPOLCRO
DI GERUSALEMME
LUOGOTENENZA
PER L'ITALIA
SETTENTRIONALE
"Deus lo vult"
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Norme di comportamento

Documenti ufficiali

NORME DI COMPORTAMENTO
PER GLI APPARTENENTI ALL’ORDINE EQUESTRE
DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME
approvate da S. E. il Cardinale Gran Maestro in data 15 settembre 2006

PREMESSA


Essere di esempio alla comunità per comportamento esemplare di vita cristiana e testimoniare la carità sostenendo le opere cattoliche in Terra Santa, rappresentano le caratteristiche che identificano gli appartenenti all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

L’Ordine non è un’associazione creata per difendere interessi di categoria, di gruppo o personali ma è un Ente con personalità giuridica, canonica e civile, vaticana, i cui membri, scelti tra i cattolici praticanti di specchiata condotta morale, si impegnano per tutta la vita al rafforzamento della propria fede e all’aiuto ai cattolici di Terra Santa per mezzo della propria carità, in obbedienza alle regole statutarie e alle direttive del Sommo Pontefice.

Pertanto, l’adesione all’Ordine implica che ciascun membro abbia, in ogni circostanza, atteggiamenti coerenti con gli ideali e i valori umani e di fede professati.

Ben lungi dall’ostentare ricercatezza, i cavalieri e le dame devono armonizzare nobile semplicità con sincera affabilità, senza indulgere ad atteggiamenti inclini alla trascuratezza o all’eccessivo formalismo.
Al fine di creare, per quanto possibile, uniformità di stile in tutto l’Ordine, sono richiamati in questa sede alcuni principi generali e norme di comportamento a cui fare riferimento nelle diverse circostanze nelle quali cavalieri e dame sono riuniti per vivere e testimoniare il senso della loro appartenenza all’Ordine del Santo Sepolcro.

E’, infatti, opportuno che nelle cerimonie e negli incontri ufficiali (ricevimenti conviviali o altre manifestazioni), ai quali si partecipa come singoli o in gruppo, si osservi uno stile di condotta sobrio e improntato ad atteggiamenti appropriati alla circostanza e alla dignità dell’Ordine.

Il comportamento dei membri dell’Ordine che partecipano a cerimonie e manifestazioni, influisce sull’immagine dell’Ordine stesso, per la visibilità che a esso ne deriva.

Da ciò la necessità di precisare norme e regole di comportamento adeguate.

Di seguito vengono richiamate alcune di queste norme che rientrano nel più ampio contesto del cerimoniale, che costituisce l’insieme delle regole e delle consuetudini di comportamento da seguire nella partecipazione a manifestazioni pubbliche e nei rapporti di rappresentanza, nonché dei ruoli e dei compiti di chi è preposto all’organizzazione e alla gestione della manifestazione.

Giova ricordare che, mentre il galateo focalizza il comportamento della singola persona nella vita di relazione, presentando l’immagine della propria identità privata, il cerimoniale colloca tale immagine in un contesto pubblico e ufficiale – come appartenente (e quindi rappresentante) di un’Istituzione – e ne regola il comportamento, affinché la dignità dell’Istituzione di appartenenza sia correttamente preservata nel contesto della manifestazione e nei rapporti intercorrenti con le altre Istituzioni presenti all’evento.

Ci si soffermerà anche su alcuni aspetti formali, ricordando che in tutte le fasi in cui si articola una cerimonia e negli incontri ufficiali connessi (ricevimento, incontri conviviali, ecc.) sia come singole persone sia come gruppo, è necessario mantenere sempre un contegno dignitoso e corretto evitando atteggiamenti non consoni all’occasione e all’ambiente, soprattutto se si indossano il mantello e le insegne dell’Ordine.


LA PARTECIPAZIONE ALLE CERIMONIE RELIGIOSE


La Processione

Appare opportuno, innanzi tutto, distinguere la processione dal corteo.
Comunemente con il termine processione si indica una sfilata ordinata di fedeli con la partecipazione del clero, mentre con il termine corteo si indica una sfilata ordinata di persone senza la presenza del clero.

Nella processione le personalità più importanti, in genere rappresentate dal clero, chiudono la stessa precedute, in ordine decrescente d’importanza verso l’inizio della processione, dagli altri partecipanti.
Nel corteo, invece, le posizioni sono invertite: le personalità più importanti sono posizionate all’inizio dello stesso, seguite in ordine decrescente d’importanza, dalle altre persone.
Nelle cerimonie religiose dell’Ordine, di norma, sia per la processione sia per il corteo, la partecipazione è limitata ai membri (cavalieri, dame e sacerdoti).
I familiari e gli ospiti non partecipano alla processione o al corteo, ma si posizionano direttamente in chiesa, nei banchi loro riservati dai cerimonieri laici.
Nelle processioni dell’Ordine, il Cardinale Gran Maestro o il Gran Priore dell’Ordine (ovvero il Patriarca Latino di Gerusalemme) chiuderà la processione e il clero precederà il Gran Maestro.
Davanti al clero si posizioneranno gli altri membri dell’Ordine in ordine decrescente di importanza, andando verso l’inizio della processione, (come da elenco delle precedenze). Quando l’Autorità ecclesiastica più elevata é invece il Gran Priore di Luogotenenza, la processione sarà chiusa dalle cariche più elevate presenti, anche se laiche, e cioè: Governatore Generale, membri del Gran Magistero, Luogotenenti e poi il Gran Priore di Luogotenenza, preceduto dal clero.
Qualora il Gran Priore di Luogotenenza sia un Cardinale (o il Cardinale Gran Maestro abbia delegato a presiedere alla celebrazione un altro Cardinale), per rispetto dovuto alla carica, è d’uso lasciare allo stesso, preceduto dal clero, la posizione di chiusura della processione.
Le posizioni saranno totalmente invertite nel caso di corteo e cioè in prima posizione vi saranno il Governatore Generale, i membri del Gran Magistero, i Luogotenenti e, in ordine di carica e grado decrescente, gli altri membri dell’Ordine
Per quanto riguarda le dame, di norma nel corteo esse si posizioneranno in fondo allo stesso. Nel caso di processione, invece, le dame sono posizionate all’inizio.
Sia nella processione, sia nel corteo, la formazione e le posizioni saranno gestite dal cerimoniere laico e dagli altri addetti alla cerimonia, rispettando il grado, la funzione e, possibilmente, l’ordine di altezza.
I cavalieri indosseranno il mantello e calzeranno il tocco e i guanti bianchi; le dame analogamente, il mantello, il velo e i guanti bianchi.
Per la formazione della processione o del corteo, tutti i partecipanti dovranno trovarsi nel luogo stabilito con un congruo anticipo.
Coloro che arriveranno a processione o a corteo iniziati, non potranno, per nessun motivo farne parte, né potranno prendere posto in chiesa tra i banchi riservati ai cavalieri e alle dame. Ciò in quanto l’inserimento nella processione o corteo già formati ovvero il far alzare dame e cavalieri già posizionati in chiesa, crea un’immagine di confusione e disorganizzazione, che non giova alla compostezza e alla solennità della circostanza.
I ritardatari parteciperanno alla cerimonia inserendosi tra il pubblico senza, però, indossare il mantello, il tocco/velo e i guanti.
E’ anche opportuno che familiari e ospiti non si soffermino nel luogo della formazione del corteo o processione, né sostino sul sagrato in attesa dell’inizio della cerimonia, ma prendano al più presto posto in chiesa ordinatamente.
All’ingresso della chiesa saranno presenti solo quei cavalieri, con mantello, tocco e guanti, addetti al ricevimento degli ospiti per accompagnarli agli eventuali posti loro riservati.
Durante la processione o il corteo si manterrà una debita distanza dal cavaliere o dalla dama che precede, rimanendo, altresì, allineati con la persona al proprio fianco e a quella che precede.
Inoltre, si dovrà assumere un atteggiamento dignitoso, evitando cenni di saluto, conversazioni, ecc.
Di seguito sono indicate le precedenze dei partecipanti alla processione o al corteo per quanto riguarda le normali cerimonie dell’Ordine. Per le cerimonie della veglia d’armi e di investitura, le posizioni sono regolate nel Cerimoniale Liturgico proprio dell’Ordine.
Tutti i cavalieri si scopriranno il capo quando il Luogotenente, raggiunta la propria posizione in chiesa, si toglierà il tocco.
I cavalieri con incarico di servizio, per le sole cerimonie della veglia d’armi e di investitura, manterranno il tocco durante la Cerimonia, eccetto durante la consacrazione e quando riceveranno la comunione.
Al termine della cerimonia la processione (o il corteo se il clero dall’altare rientra direttamente in sacrestia) si ricostituirà sotto la guida del cerimoniere laico, seguendo le indicazioni già menzionate e con la stessa compostezza.
Nel caso di processione di uscita, al termine della stessa, i cavalieri e le dame, seguendo le indicazioni del cerimoniere laico, si schiereranno al lati del corridoio di accesso alla sagrestia facendo ala per consentire il passaggio del clero e per porgere il saluto al celebrante.


La disposizione dei posti in chiesa nelle cerimonie religiose dell’Ordine

Sarà compito del cerimoniere laico, incaricato della gestione della cerimonia, regolarsi in base alle strutture e situazioni esistenti, conformandosi all’impostazione delle presenti note e criteri, per quanto applicabili, sottoponendo preventivamente alla Luogotenenza le varianti che propone di adottare secondo le circostanze.
E’ opportuno, per una migliore comprensione del presente testo, fare riferimento alla configurazione interna della chiesa, affinché ogni partecipante abbia una precisa indicazione della sua collocazione, secondo il ruolo che ricopre.
Le indicazioni di destra/sinistra, che saranno qui di seguito utilizzate, sono riferite alla destra e alla sinistra dell’altare visto dalla navata della chiesa.
Sul lato sinistro prospiciente l’altare si collocherà il Luogotenente, affiancato dalle due più alte cariche dell’Ordine presenti, mentre sul lato destro troveranno posto i membri del Gran Magistero e i Luogotenenti di altre Luogotenenze o loro rappresentanti.
Eventuali rappresentanti di altri Ordini occuperanno i posti privilegiati, ma separati rispetto a quelli dei dignitari dell’Ordine del Santo Sepolcro. E’ bene rammentare che alle cerimonie dell’Ordine possono essere invitati ufficialmente solo rappresentanti di Ordini riconosciuti dalla Santa Sede o eventualmente di Ordini concessi da Stati Sovrani (vedere art. 3 Statuto).
I primi banchi della chiesa sul lato sinistro sono, di norma, riservati alle autorità presenti, quelli retrostanti ai cavalieri; i primi banchi sul lato destro sono riservati alle dame e, quelli successivi, ove necessario, ai cavalieri che non abbiano trovato posto sul lato sinistro.
Nella cerimonia di investitura davanti a questi banchi verranno poste, se possibile, le sedie riservate ai cavalieri investendi (e padrini), mentre le dame investende (e madrine), prenderanno posto nelle prime file di banchi riservate alle dame.
Gli invitati occuperanno le file dietro ai banchi riservati alle autorità, ai cavalieri e alle dame, su entrambi i lati della navata centrale.


Il comportamento durante i riti religiosi

Il rito religioso della veglia d’armi e dell’investitura sono regolati dall’apposito Cerimoniale approvato dalla Congregazione per il Culto Divino (con prot. n. 1572/86 del 17 giugno 1986) cui si rimanda il lettore per l’eventuale approfondimento dei dettagli; per quanto attiene alla altre cerimonie, il rito sarà quello previsto dalle specifiche liturgie.
Il testo di alcuni canti abitualmente eseguiti nelle diverse cerimonie dell’Ordine è riportato in appendice allo stesso Cerimoniale.
Si riepilogano, qui di seguito, alcune regole di comportamento da tenere durante le cerimonie religiose dell’Ordine.
Lo scambio del segno di pace è opportuno che avvenga solo tra i cavalieri e le dame adiacenti. Solo la più alta carica dell’Ordine presente, se gradito al celebrante, si avvicinerà allo stesso per scambiare il segno di pace.
Alla consacrazione, onde evitare difformità di comportamento, i cavalieri dovranno inginocchiarsi tutti oppure restare tutti in piedi flettendo il busto in una profonda riverenza.
Ciò sarà stabilito e comunicato dal cerimoniere, caso per caso, in funzione delle diverse situazioni e circostanze: i cavalieri e le dame potranno essere tutti posizionati in banchi provvisti di inginocchiatoi, oppure parte sui banchi e parte sulle sedie. Nel primo caso, tutti potranno agevolmente inginocchiarsi. Nel secondo caso, al fine di evitare difformità di comportamenti, tutti resteranno in piedi.
Tra i cavalieri e dame vi possono essere persone anziane o persone che non possono inginocchiarsi. E’ pertanto necessario che i partecipanti segnalino preventivamente al cerimoniere eventuali impedimenti fisici che possono condizionarne i movimenti onde stabilire, per quanto possibile, un comportamento uniforme, anche mediante un’opportuna disposizione dei presenti.
I cavalieri con incarico di servizio si toglieranno il tocco e si inginocchieranno con il solo ginocchio destro a terra.
Durante la comunione dovrà essere rispettato un ben definito ordine di precedenze (guidato dal cerimoniere laico); si porteranno all’altare nell’ordine: il Luogotenente, i dignitari dell’Ordine, i rappresentanti delle altre Luogotenenze, gli eventuali rappresentanti di altri Ordini, i presidi, i delegati, i cavalieri, le dame, le autorità e gli invitati.
I cavalieri con incarico di servizio saranno gli ultimi e si toglieranno il tocco.
Si raccomanda, quando si rientra nei banchi, di seguire il percorso indicato dagli incaricati del servizio, senza pretendere di ritornare al posto precedentemente occupato.
I cavalieri rimarranno inginocchiati o compostamente in piedi al loro posto (sempre mantenendo l’uniformità) sino al termine della distribuzione dell’Eucaristia.


La tenuta in chiesa

I cavalieri indosseranno il mantello, con tocco e guanti bianchi; le dame, il mantello con velo nero e guanti bianchi. Questa tenuta può essere indossata fuori della chiesa solo in processione o in corteo.
Sotto il mantello, i cavalieri e le dame dovranno indossare l’abito prescritto a seconda delle circostanze.
Gli ecclesiastici, qualora assistano alla cerimonia senza concelebrare, indosseranno: i prelati, l’abito corale con cotta o rocchetto e mozzetta dell’Ordine; i sacerdoti, la veste talare con cotta o rocchetto e mozzetta dell’Ordine con decorazioni; i religiosi, l’abito proprio dell’Istituto di appartenenza, con cotta o rocchetto e mozzetta dell’Ordine con decorazioni.


La veglia d’armi

La veglia d’armi e di preghiera è il momento più significativo per i cavalieri e le dame investendi/e, in quanto, con la sottoscrizione della promessa, essi assumono l’impegno solenne di servizio e carità a favore della Chiesa e della Terra Santa oltre che di comportamento cristiano esemplare.
Si tratta di una cerimonia dal carattere intimo, che ha lo scopo di favorire il raccoglimento interiore e la riflessione sul profondo significato della scelta di vita derivante dall’entrare a far parte dell’Ordine.
Oltre ai cavalieri e alle dame investendi/e, possono partecipare anche i rispettivi familiari, altri cavalieri e dame della Luogotenenza.
Il rito religioso della veglia d’armi si svolge secondo il Cerimoniale liturgico proprio dell’Ordine e non comprende la celebrazione della S. Messa, ma soltanto la Liturgia della Parola, la benedizione delle insegne, nonché la lettura e la sottoscrizione della promessa solenne che ciascun cavaliere e dama presterà all’altare.


La cerimonia d’investitura

La cerimonia dell’investitura rappresenta l’evento solenne, solitamente presenziato dal Cardinale Gran Maestro o dal Gran Priore di Luogotenenza, che si caratterizza per l’antico e solenne rito dell’imposizione della spada e della vestizione.
I neo cavalieri e dame confermano pubblicamente la scelta di vita e l’impegno di servizio assunti entrando a far parte dell’Ordine e pubblicamente ricevono le insegne dell’Ordine stesso.
Il rito religioso della cerimonia d’investitura è regolato secondo il Cerimoniale liturgico proprio dell’Ordine.



ALTRE CERIMONIE DELL’ORDINE


Le ricorrenze e le festività dell’Ordine

Vi sono ricorrenze e festività religiose che comportano, per gli appartenenti all’Ordine, la possibilità di ottenere l’Indulgenza Plenaria (cfr. Statuto, app. I).
Esse sono:
- la cerimonia dell’investitura,
- S. Elena (18 agosto),
- S. Pio X (21 agosto),
- l’Esaltazione della S. Croce (14 settembre),
- la festa della Beata Vergine Maria Regina della Palestina (ultima domenica di ottobre).

L’Ordine organizza anche altre cerimonie in occasione della Santa Pasqua, del Santo Natale, della Commemorazione dei Defunti e dei propri incontri spirituali.
Nelle ricorrenze religiose locali più importanti l’Ordine partecipa in modo ufficiale e con le insegne alle celebrazioni organizzate dalla Chiesa locale, solo a seguito di formale invito da parte dell’Ordinario competente. Per la partecipazione a queste cerimonie ci si atterrà alle disposizioni date dal Cerimoniere ecclesiastico competente (cfr. il capitolo “Cerimonie non dell’Ordine”).


La cerimonia in suffragio dei defunti
Per partecipare al rito religioso è richiesto l’abito scuro con mantello, tocco/velo e guanti bianchi. Sulla destra dell’altare sarà esposto lo stendardo di Luogotenenza (o di Sezione) abbrunato e, ai piedi dell’altare, saranno deposti un mantello da cavaliere, uno da dama, una mozzetta e una mitra.
Per il rito religioso occorrerà attenersi alle disposizioni del Priore o del Cerimoniere ecclesiastico.



CERIMONIE NON DELL’ORDINE


La partecipazione alle cerimonie religiose non dell’Ordine

La partecipazione alle cerimonie religiose non dell’Ordine è subordinata alla ricezione d’invito formale da parte dell’Ordinario competente.
Spetta al Luogotenente definire, in accordo con il Preside/Delegato, le modalità di partecipazione, in funzione del tipo d’invito, della circostanza e delle disposizioni del Cerimoniere ecclesiastico competente.
Di norma, la partecipazione a dette cerimonie è limitata a quelle che hanno una più stretta attinenza con lo spirito dell’Ordine (i Riti della Settimana Santa, il Corpus Domini, l’Esaltazione della Santa Croce, il Santo Natale).
Per i posti da occupare e il ruolo da svolgere, ci si atterrà alle disposizioni del Cerimoniere ecclesiastico competente e con questi preventivamente concordate.
E’ compito del Cerimoniere laico dell’Ordine assicurare il rigoroso rispetto di tali disposizioni.
Si fa presente che, di norma, nelle cerimonie diocesane, la posizione della rappresentanza dell’Ordine nella processione è quella immediatamente precedente la posizione del clero. Ciò in virtù della dignità dell’Ordine quale istituzione di Diritto Canonico dello Stato Città del Vaticano ed Ente centrale della Chiesa Cattolica.


La partecipazione alle funzioni funebri per i defunti dell’Ordine

Poiché la funzione funebre ha carattere privato, la partecipazione di una rappresentanza dell’Ordine è subordinata al gradimento della famiglia del defunto.
In tal caso l’Ordine partecipa in modo ufficiale con una rappresentanza di due cavalieri (o di quattro cavalieri qualora il defunto sia un dignitario dell’Ordine) con mantello, tocco e guanti, il cui uso è strettamente limitato all’interno della Chiesa in cui si svolge il rito funebre.
Gli altri appartenenti all’Ordine non facenti parte della “rappresentanza ufficiale”, partecipano in abito scuro assieme agli altri fedeli.
I cavalieri designati attenderanno il feretro all’ingresso della chiesa e lo scorteranno sino all’altare; resteranno quindi in piedi ai lati del feretro per tutta la durata della cerimonia e, al termine della funzione, scorteranno il feretro fino all’uscita dalla chiesa.
Sul feretro potranno essere posti il mantello e il tocco/velo del defunto, se gradito ai familiari.


I RICEVIMENTI E GLI INCONTRI CONVIVIALI DELL'ORDINE


La partecipazione ai ricevimenti e agli incontri conviviali dell'Ordine deve essere sempre considerata principalmente come occasione di incontro tra confratelli e consorelle per approfondire e rinsaldare quei rapporti di fratellanza e di amicizia che contraddistinguono l'appartenenza all'Ordine.
Il ricevimento che segue la cerimonia d'investitura ha un carattere ufficiale ed è anche occasione di incontro con autorità pubbliche.
Pertanto, ci si atterrà al protocollo in vigore nella propria Nazione.

GLI INVITI


Ad appartenenti all’Ordine

Nell’ambito della propria Luogotenenza

La partecipazione a tutte le cerimonie e incontri nell’ambito della Luogotenenza è, di massima, aperta a tutti i membri che la compongono, salvo restrizioni dovute a problemi logistici o di opportunità decise dal Luogotenente.
E’ necessario, per ovvie ragioni organizzative, segnalare sempre la propria partecipazione attraverso i canali istituzionali (Delegazione, Sezione, Luogotenenza).

Tra Luogotenenze diverse

Qualora si desiderasse invitare confratelli/consorelle o dignitari di altre Luogotenenze a manifestazioni della propria Luogotenenza/Sezione/Delegazione, è necessario chiedere l’autorizzazione al proprio Luogotenente e trasmettere gli inviti tramite la Luogotenenza di appartenenza.

Alla cerimonie d’investitura

Le cerimonie d’investitura e della veglia d’armi sono aperte alla partecipazione di tutti i membri della Luogotenenza. Di norma, il Luogotenente – con apposita circolare – diramerà gli inviti a tutti gli appartenenti alla propria Luogotenenza e ai Luogotenenti delle Luogotenenze che, per consuetudine o tradizione, partecipano all’evento.

Il Luogotenente interessato dovrà sempre richiedere al cardinale Gran Maestro di presiedere la cerimonia d’investitura e il Gran Maestro deciderà di volta in volta se partecipare personalmente o delegare qualcuno in sua rappresentanza. Per quanto riguarda gli inviti ai membri del Gran Magistero e ad alte personalità ecclesiastiche dell’Ordine o del Patriarcato di Gerusalemme o della Chiesa Cattolica, questi dovranno essere diramati dal Cardinale Gran Maestro, al quale il Luogotenente interessato farà pervenire la proposta.


A non appartenenti all’Ordine

Ogni appartenente all’Ordine che abbia intenzione d’invitare persone estranee ad esso a cerimonie, ricevimenti o incontri dell’Ordine, deve preventivamente segnalarlo al proprio Delegato/Preside/Luogotenente, indicando il nominativo e le motivazioni dell’invito, al fine di ottenere l’autorizzazione preventiva.

Non è consentito invitare a titolo personale alte cariche dell’Ordine o alte cariche ecclesiastiche, né autorità civili e militari, in quanto la partecipazione di ospiti di tale livello deve essere preventivamente verificata e concordata con il Luogotenente interessato, il quale, per le alte cariche dell’Ordine e quelle ecclesiastiche, deve inoltrare l’invito tramite S. E. il Cardinale Gran Maestro e, per le autorità civili e militari, deve valutare che gli inviti siano opportuni e compatibili con le regole del protocollo.
E’ buona norma non estendere inviti a persone estranee all’Ordine al solo fine di ricambiare cortesie personali.


I RAPPORTI TRA APPARTENENTI ALL’ORDINE


Il rispetto dei ruoli gerarchici implica un doveroso riguardo verso le persone che li ricoprono, per consentire un corretto e ordinato governo dell’Ordine.
Infatti, ogni livello di autorità ha proprie competenze e responsabilità, che variano con il livello gerarchico. Ciò implica che ogni iniziativa, prima di essere attuata, deve ottenere l’autorizzazione dall’autorità competente immediatamente superiore.
Per qualsiasi tipo di necessità o nulla osta, quindi, ogni membro dell’Ordine deve sempre rivolgersi al proprio superiore diretto, evitando in tal modo di far pervenire richieste direttamente alle autorità di livello più elevato, scavalcando quelle di grado immediatamente superiore.
A queste ultime, infatti, compete l’eventuale inoltro delle petizioni alle autorità, cui è attribuita la competenza a decidere in merito.
I contatti tra le diverse Luogotenenze, avvengono solo attraverso i Luogotenenti, i quali potranno autorizzare contatti diretti tra i rispettivi subalterni, qualora le circostanze dovessero richiederlo ed assumendo la responsabilità del loro operato.
L’osservanza delle gerarchie, delle regole dell’Ordine e del protocollo, che fa parte dell’impegno di obbedienza sottoscritto in occasione dell’investitura, non rappresenta un’imposizione di tipo burocratico o militare, ma è richiesta dal rispetto delle diverse responsabilità e competenze, per un’ordinata gestione delle attività dell’Ordine.


INSEGNE, UNIFORMI, TENUTA E USO DELLE DECORAZIONI


Insegne

Si definiscono genericamente insegne tutti gli emblemi che identificano un’istituzione. (stemmi, simboli, vessilli, uniformi, tenute, ecc.).
Nell’ambito generico delle insegne, rientrano le decorazioni:
medaglie aventi forma di insegna metallica appesa a nastro;
croci (cavaliere, commendatore, grande ufficiale) da portare al collo appese al relativo nastro;
fasce (gran croce) con appesa la relativa croce;
collari.
Le decorazioni dell’Ordine sono costituite da:
medaglie
croci
placche
collari
Esse si distinguono in:
grandi decorazioni: medaglie, croci, placche, collari;
piccole decorazioni (o decorazioni ridotte) che sono una replica delle grandi decorazioni in formato miniatura.

A esse si aggiungono, quale elemento complementare:
i nastrini, che riproducono i colori del nastro cui è appesa la decorazione metallica;
gli smaltini, ovvero i piccoli distintivi metallici, in formato miniatura, che riproducono i nastrini;
le rosette, cioè i distintivi, generalmente di stoffa, di forma circolare, raffiguranti i colori del nastrino e l’emblema della decorazione.
Le insegne delle distinzioni speciali dell’Ordine (palma di Gerusalemme e conchiglia del pellegrino) si possono indossare esclusivamente nelle cerimonie dell’Ordine.


Uniformi

L’uniforme storica dell’Ordine non è più in uso, in quanto nel corso dell’evoluzione storica dell’Ordine non è stata confermata l’antica denominazione militare dell’Ordine (di cui, peraltro, resta traccia nel trofeo militare che sormonta le decorazioni dell’Ordine). L’immagine paramilitare derivante oggi dall’uso della divisa non è consona ad un’istituzione vaticana dedicata alla carità.
L’uso del mantello si riallaccia agli usi della cavalleria crociata ove, per distinguere l’appartenenza dei cavalieri a ordini, istituzioni o formazioni diverse, il colore del mantello e le insegne su questo apposte costituivano l’elemento d’identificazione.
Il mantello (con tocco/velo nero e guanti bianchi) costituisce oggi la sola “divisa o uniforme” dell’Ordine, da indossare esclusivamente in chiesa, in occasione delle cerimonie dell’Ordine o di quelle non dell’Ordine per le quali è richiesta la partecipazione ufficiale dell’Ordine con la rappresentanza di cavalieri.
Poiché il mantello è assimilabile all’abito da chiesa dei membri dell’Ordine, come tale deve essere indossato con il rispetto dovuto e non al di fuori dell’area in cui si svolge la cerimonia religiosa.
Quando si indossa il mantello le distinzioni del grado sono visibili sul tocco, ove sono apposte come distintivo sulla fascia rigida.
Il tocco si indossa con il distintivo posizionato sul lato destro del capo (vedi Statuto tit. II pagg. 2 e 3).
Per le dame non è attualmente prevista alcuna distinzione di grado da apporre quando indossano il mantello.
Sul mantello non possono essere applicate decorazioni distintive di grado, ma solo:
- la conchiglia del pellegrino (al centro della croce potenziata) quale testimonianza del pellegrinaggio in Terra Santa;
- il distintivo della partecipazione al pellegrinaggio giubilare dell’anno 2000 (al centro della croce potenziata in assenza della conchiglia del pellegrino o sulla sommità del braccio verticale della croce in sua presenza), che può essere portato per concessione del Cardinale Gran Maestro.


Tenuta

Il termine tenuta indica l’abito da indossare nelle diverse circostanze.

Per i cavalieri e i signori ospiti

Il frac (con gilet e cravattino bianco) è l’abito da sera proprio per le serate di gala, i ricevimenti e i pranzi ufficiali. La prescrizione del frac è indicata negli inviti con la dicitura “cravatta bianca”.
Con il frac vengono portate le decorazioni solo quando esplicitamente prescritte nell’invito (con la formula decorazioni).
Le decorazioni sono invece d’obbligo (e non è necessario specificarlo) quando si partecipa a pranzi e ricevimenti ufficiali cui prendono parte (se esplicitamente detto nell’invito) un Capo di Stato o quando l’invito è diramato ufficialmente dai presidenti dei supremi Organi di uno Stato (Senato, Camera, Consiglio dei Ministri, Corte Costituzionale, ecc.) o da un rappresentante ufficiale del Governo, sempre per circostanze di gala.
Nei suddetti casi, come precisato, l’uso delle decorazioni è implicito nell’uso del frac e non viene pertanto prescritto nell’invito.
Con il frac, le decorazioni, possono essere portate in due modi:
- “en brochette”, cioè passate, senza nastrino, in una catenella;
- “su barretta” di metallo munita di spillo da appuntare sul risvolto della giacca, con i nastrini affiancati, senza sovrapporre i bordi.
Si indossa nel formato regolamentare, una sola decorazione da collo (cavaliere o commendatore) o una sola fascia da cavaliere di gran croce.
Possono invece essere portate più placche, fino a tre.
Esse si applicano sul lato sinistro del petto, al di sotto delle decorazioni, in ordine di importanza, da destra a sinistra e dall’alto in basso.
La fascia si porta, di norma, sotto il panciotto della marsina, salvo che sia presente un Capo di Stato o il Cardinale Gran Maestro, nel quale caso è indossata sopra il panciotto.
La decorazione da collo (cavaliere o commendatore) si porta sotto il nodo del cravattino.

Lo smoking è l’abito proprio delle serate, pranzi e ricevimenti in cui è prescritto tassativamente l’uso del frac. La prescrizione dello smoking negli inviti è indicata con la dicitura “cravatta nera”.
Con lo smoking non si possono portare collari, placche, fasce e decorazioni, ma una sola rosetta all’occhiello, che di norma è quella dell’onorificenza più importante.
Nel caso di inviti a ricorrenze, feste o cerimonie di Stati stranieri o di Ordini riconosciuti, si porterà la rosetta relativa alla più alta onorificenza eventualmente ricevuta dallo Stato o dall’Ordine ospitante.
Qualora si partecipi in qualità di rappresentanti dell’Ordine del Santo Sepolcro, si porterà la rosetta dell’Ordine.

E’ consentito che i cavalieri investendi e promuovendi mantengano, durante il convivio che generalmente segue la cerimonia di investitura, la decorazione da collo.
Analogamente, le dame investende e promuovende, mantengano, nella medesima circostanza, la decorazione corrispondente al proprio grado.

N.B.: Per le sole cerimonie dell’Ordine del Santo Sepolcro è consentito l’uso delle decorazioni in formato miniatura “su barretta” o “en brochette” anche con lo smoking, nonché fregiarsi della distinzione speciale della Palma di Gerusalemme, da appuntare sia sul frac, sia sullo smoking, al di sotto delle decorazioni in formato miniatura.

L’abito da visita (o abito scuro) è l’abito appropriato per la partecipazione a colazioni e ricevimenti ove non sia prescritto formalmente l’uso dello smoking e del frac.
Di norma si usa al mattino ed è la tenuta prescritta ogni volta che si indossa il mantello.
Con l’abito da visita si porta una sola rosetta all’occhiello.
E’ ammesso, in alternativa, fregiarsi del distintivo metallico con gli smaltini delle decorazioni ricevute (onorificenze e/o campagne), mentre non è ammesso fregiarsi di collari o di decorazioni in formato miniatura.

Per le dame e le signore ospiti

Qualora le dame indossino un abito nero lungo, le decorazioni da portare potranno essere quelle riportate nel paragrafo “per i civili - frac”.
Con l’abito nero corto o da sera, sempre al di sotto del ginocchio, si seguano le indicazioni contenute nel paragrafo “per i cavalieri e i signori ospiti- smoking”.
Ove si indossi un abito diverso, le dame devono portare, sul lato sinistro dell’abito, soltanto la rosetta dell’Ordine.

Per i Militari

Di norma, nelle cerimonie dell’Ordine, i militari indosseranno l’uniforme di gala (con piccole decorazioni).
Se per i civili è prescritto il frac, i militari indosseranno l’uniforme da società (con piccole decorazioni), mentre se è prescritto lo smoking, verrà indossata l’uniforme da sera (con nastrini).
Se invece per i civili è prescritto l’abito da cerimonia (o abito scuro), i militari dovranno indossare l’uniforme da cerimonia (con nastrini ridotti).
In tutte le altre circostanze deve essere sempre indossata l’uniforme ordinaria (con nastrini).
Collari, placche e fasce vengono portati in tutti i casi in cui sono prescritte le insegne metalliche normali o ridotte.

Per gli Ecclesiastici

Ai ricevimenti ed alle manifestazioni è previsto per:
i Cardinali, Vescovi, Monsignori: talare filettata con fascia;
i Sacerdoti: talare nera eventualmente con fascia nera;
i Religiosi: abito proprio dell’Istituto di appartenenza.
E’ consentito l’uso del clergyman con rosetta.


Uso delle Decorazioni

L’uso delle decorazioni è regolato da un protocollo internazionale che non consente interpretazioni arbitrarie o personali, né deroghe.
Il mancato rispetto di detto protocollo discredita la persona ma soprattutto l’immagine dell’Istituzione alla quale appartiene.
Pertanto è dovere dei cerimonieri laici correggere eventuali abusi in materia.
Il tipo di decorazione da portare è strettamente correlato al tipo di abito (tenuta) che si indossa, come indicato nei precedenti paragrafi.
Coloro che sono stati insigniti di onorificenze di Ordini riconosciuti, sia nazionali che esteri, possono fregiarsene dando la precedenza alle onorificenze del proprio Stato.
Di ogni Ordine si indossa una sola insegna e cioè quella del grado più elevato.
Circa la precedenza fra le insegne degli Ordini del proprio Stato e quelle dei vari Stati esteri, di norma si segue il criterio cronologico di istituzione.

In uno Stato straniero, le onorificenze della Nazione ospite seguono quelle dello Stato ospitante.
In occasione di ricevimenti o ricorrenze di Stati stranieri, hanno la precedenza le insegne dell’onorificenza dello Stato che si intende onorare.

Analogamente, nelle cerimonie dell’Ordine del Santo Sepolcro si porteranno le insegne dell’Ordine con precedenza sulle altre.


PRECEDENZE


Le precedenze tra i membri che ricoprono particolari cariche nell’Ordine, come indicato dallo Statuto (tit. III e V) sono le seguenti:

Cardinale Gran Maestro
Patriarca Gran Priore
Assessore
Luogotenente Generale
Governatore Generale
Vice Governatori Generali
Cancelliere dell’Ordine
Cerimoniere dell’Ordine
Altri Membri del Gran Magistero
Altri Membri della Consulta
Luogotenenti
Gran Priori di Luogotenenza
Reggenti di Luogotenenza
Delegati Magistrali
Gran Priori di Delegazione Magistrale
Reggenti di Delegazione Magistrale
Priori Coadiutori di Luogotenenza o Delegazione Magistrale
Presidi di Sezione
Priori di Sezione
Delegati locali
Priori di Delegazione locale


A parità di carica e grado, la precedenza segue l’anzianità di nomina nella carica.
Nell’elenco delle precedenze lo Statuto non riporta i Consiglieri di Luogotenenza (né di Sezione o Delegazione) in quanto non ricoprono una carica operativa, ma hanno incarichi consultivi e, pertanto, la loro posizione è quella relativa al grado rivestito.


USO DEGLI APPELLATIVI E DELLE DECORAZIONI


Concludiamo con alcune tabelle riepilogative sugli appellativi da usare quando ci si rivolge- in occasione di cerimonie e di incontri ufficiali - a coloro che occupano un incarico di governo nell’Ordine, agli ecclesiastici e a personalità insignite di particolari onorificenze.
Durante le cerimonie e gli incontri ufficiali è opportuno, al di là del rapporto di personale amicizia, astenersi dal rivolgersi ai superiori, ai dignitari dell’Ordine, agli ecclesiastici e alle altre autorità presenti, con appellativi eccessivamente familiari.


Cariche dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme

INTERLOCUTORI

APPELLATIVI

Cardinale Gran Maestro

Eminenza

Patriarca Latino di Gerusalemme
Gran Priore

Beatitudine

Luogotenente Generale

Eccellenza

Governatore Generale

Eccellenza

Vice Governatore Generale

Eccellenza

Cancelliere

Eccellenza (se vescovo)

Cerimoniere

Eccellenza (se vescovo)

Luogotenente

Eccellenza

Gran Priore di Luogotenenza

Eccellenza

Consigliere

appellativo proprio del grado
o della carica ricoperta
o titolo accademico

Preside

Priore di Sezione

Delegato

Priore di Delegazione

Ecclesiastici

INTERLOCUTORI

APPELLATIVI

Cardinale

Eminenza

Vescovo

Eccellenza

Monsignore

Monsignore

Sacerdote

Reverendo

Persone insignite di onorificenze
dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme

INTERLOCUTORI

APPELLATIVI

Cavaliere di Collare
Dama di Collare

appellativo proprio del grado
o titolo accademico

Cavaliere di Gran Croce
Dama di Gran Croce

Commendatore con Placca (Grande Ufficiale)
Dama di Commenda con Placca

Commendatore
Dama di Commenda

Cavaliere
Dama

 

FRAC

SMOKING

UNIFORME DA SOCIETA'
(militari)

ABITO
DA VISITA
(o scuro)

MEDAGLIE, CROCI E STELLE

in miniatura,
"en brochette"
o "su barretta"

non ammessi
(per le cerimonie dell'Ordine è consentito l'uso delle miniature
"su barretta"
o "en brochette")

in miniatura,
sul lato sinistro
del petto

non ammessi

CAVALIERATI
E COMMENDE DA COLLO

uno solo, al collo,
sotto il cravattino

non ammessi

uno solo, al collo,
sotto il cravattino

non ammessi

FASCE

una sola,
dalla spalla destra
al fianco sinistro

non ammesse

una sola,
dalla spalla destra
al fianco sinistro

non ammesse

PLACCHE

sul lato sinistro
del petto

non ammesse

sul lato sinistro
del petto,
sotto le decorazioni

non ammesse

ROSETTE

non ammesse

onorificenza più elevata nell'asola
(se non si portano
"su barretta"
o "en brochette")

non ammesse

una sola
all'occhiello

SMALTINI

non ammessi

non ammessi

non ammessi

ammessi

INDICAZIONI SULL'INVITO

cravatta bianca

cravatta nera

uniforme so.

abito scuro

Biglietti da visita

E’ consentito, ai membri dell’Ordine, apporre sul proprio biglietto da visita solo la croce dell’Ordine, nell’angolo alto a sinistra, preferibilmente a secco (oppure in colore rosso sanguigno), riportando titolo professionale, nome e cognome, grado.
In nessun altro caso, come biglietti augurali o di accompagnamento, ecc., è consentita l’utilizzazione di intestazione e di stemmi dell’Ordine.
Ai Presidi e ai Delegati è demandata la responsabilità di verificare che nell’ambito delle proprie competenze le presenti disposizioni siano rispettate.


Pubblicazioni

L’uso dell’intestazione dell’Ordine, degli stemmi e delle insegne, su pubblicazioni di qualsiasi genere è subordinata alla preventiva autorizzazione scritta della Luogotenenza o del Gran Magistero a seconda delle circostanze e della casistica, la cui valutazione spetta al Luogotenente.


Rapporti con i Media

Nessun appartenente all’Ordine può rilasciare interviste, dichiarazioni, articoli o documentazione fotografica inerenti l’Ordine senza aver avuto autorizzazione preventiva scritta da parte del Luogotenente, il quale resta l’unico responsabile verso il Gran Magistero della correttezza delle informazioni e dell’opportunità del loro rilascio in funzione delle circostanze.


Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme - Luogotenenza per l'Italia Settentrionale - Via San Barnaba, 46 20122 Milano - tel. 0255182476 - C. F. 80097550158
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