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Esaltazione della Santa Croce
 
Dedicazione Basilica S. Sepolcro
 
N. S. Regina della Palestina
 
S. Giuseppe d'Arimatea
 
S. Nicodemo
 
S. Pio X
 
S. Luigi IX
 
S. Elena
 
B. Pio IX
 
B. Andrea C. Ferrari
 
B. Alfredo I. Schuster
 
B. Bartolo Longo
 
S. Contardo d'Este
 
NOSTRA SIGNORA
REGINA DELLA PALESTINA
Patrona dell'Ordine
 
 

Festività celebrata il 25 ottobre (o la domenica successiva)

 

Fin dalle origini della Chiesa è presente, nella sua liturgia, il culto della beata Vergine Maria, sia come oggetto di venerazione in se stesso, sia come elemento d’intercessione verso Gesù Cristo. Tale culto conobbe nel tempo sempre maggiore incremento, specie dopo il Concilio di Efeso (413), nel quale la Vergine Maria fu definita “Madre di Dio”.

Tra le tante definizioni, dogmi e concezioni che, nel corso dei secoli, la mariologia impiegò per indicare le corrette forme di venerazione della Vergine, troviamo anche quella di “nostra Signora Regina della Palestina”.

La santa Vergine fu, per la prima volta, invocata con l’appellativo di “nostra Signora Regina della Palestina” dal Patriarca Latino di Gerusalemme mons. Luigi Barlassina (1920-1947) in occasione del proprio ingresso nella diocesi patriarcale e della consacrazione di questa alla Vergine Maria, per invocare il suo patrocinio sull’opera di rinascita che coinvolgeva tutta la Terra Santa in quel particolare frangente storico. Tale appellativo, nell’Anno Santo 1933, incontrò anche l’approvazione della Sacra Congregazione dei Riti.

La festa liturgica di Nostra Signora Regina di Palestina, che ebbe quasi da subito un formulario proprio (1928), era originariamente celebrata nel mese di agosto ma, dopo la riforma liturgica operata dal Concilio Vaticano II, fu fissata al 25 ottobre.

Con decreto Est quidem notum del 21 gennaio 1994, il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II – accogliendo la richiesta del cardinale Carlo Furno, Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, che già aveva approvato il titolo – ha confermato in perpetuum alla beata Vergine Maria il titolo di “nostra Signora Regina della Palestina” e l’ha eletta Patrona presso Dio dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Oltre ad essere ricordato come primo ad avere invocato la Vergine con il titolo di nostra Signora della Palestina, mons. Luigi Barlassina è anche ricordato per avere fondato il santuario mariano di Deir Rafat, intitolato a nostra Signora Regina della Palestina.

 Il Santuario di Deir Rafat

Il santuario sorge nella valle del Sorek, nei pressi di Beit Shemesh, a circa trenta chilometri a ovest di Gerusalemme. Progettato dal monaco benedettino dom Maurizio Gisler (1855-1940), i lavori di costruzione iniziarono nel 1925 e giunsero a conclusione il 21 marzo 1928 quando mons. Barlassina ne celebrò la solenne dedicazione.

All’interno del santuario è venerata l’immagine ufficiale della Madonna dipinta in un quadro a olio (un tempo posto sull’altare maggiore ma sostituito – nel 1941 – dall’immagine marmorea ancora oggi visibile): esso rappresenta la santa Vergine, accompagnata da angeli che sorreggono le insegne regali, nell’atto di stendere la propria mano, quasi benedicente, sulla Palestina (sono visibili Haifa e Gerusalemme).


PREGHIERA ALLA BEATA VERGINE MARIA REGINA DELLA PALESTINA

O Maria Immacolata, graziosa Regina del cielo e della terra, eccoci prostrati altuo eccelso trono, pieni di fiducia nella Tua bontà e nella Tua  sconfinata potenza.

Noi ti supplichiamo di rivolgere uno sguardo pietoso sulla Terra di Palestina, che più di ogni altra regione Ti appartiene, perchè Tu l'hai aggraziata con la Tua nascita, con le Tue virtù, con i Tuoi dolori, e da essa hai dato al mondo il Redentore.

Ricorda che qui appunto Tu fosti costituita tenera Madre nostra e dispensatrice di ogni grazie.

Veglia dunque con speciale protezione sulla Tua Patria Terrena; dissipa da essa le tenebre dell'errore poichè uivi risplendette il Sole dell'eterna giustizia.

Fa che presto si compia la promessa usita dalle labbro del Tuo Divin Figlio di formare un solo ovile sotto un solo Pastore.

Ottieni infine a tutti noi di servire il Signore nella santità e nella giustizia per tutti i giorni della nostra vita, affinchè per i meriti di Gesù e con il Tuo materno aiuto, possiamo alla fine passare da questa Gerusalemme terrena agli spendori di quella celeste.

Così sia

 

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