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Cenni storici

L'Ordine

CENNI  STORICI
SULL'ORDINE EQUESTRE
DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME



L’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme non è – come vuole la letteratura sull’Ordine, prevalentemente acritica – un Ordine cavalleresco fondato nel sec. XII o addirittura nel sec. IV, paragonabile ai Templari e ai Giovanniti, ma un’associazione di laici, sorta indipendentemente dal capitolo del Santo Sepolcro e che, nel corso della sua storia, ha subito numerose trasformazioni.



La sua origine risale alla consuetudine adottata dai pellegrini a Gerusalemme già al tempo delle crociate – ma continuamente documentata solo dal 1335 (Guglielmo di Boldensele) – di essere creati cavalieri al Santo Sepolcro o di rinnovare ivi la collata già ricevuta altrove. A questo rito – celebrato inizialmente da un laico nobile qualsiasi, poi (ultimi decenni del sec. XV) da un frate francescano residente a Gerusalemme (Giovanni di Prussia) e, dalla fine del primo quarto del sec. XVI (a quanto pare dal 1516-18, con l’approvazione verbale di Leone X), normalmente dal guardiano dei Francescani sul monte Sion – era associato il conferimento di insegne (sperone d’oro e, più tardi, croce di Gerusalemme) e di privilegi. Lo stesso rito impegnava i cavalieri a una condotta esemplare e a proteggere o riconquistare il Santo Sepolcro.



La collata, una volta monopolio del guardiano dei Francescani, finì col perdere il carattere di una condizione sociale più elevata, al quale avevano diritto solo gli appartenenti alla nobiltà; essa divenne un rito per essere ammessi in una pia unione, di cui potevano far parte sacerdoti e laici, in casi eccezionali anche protestanti, a discrezione del padre guardiano avente pieni poteri dalla Santa Sede, purché essi fossero provvisti di fondi adeguati e disposti a impegnarsi non solo per il Santo Sepolcro, ma anche per il Papa e la Chiesa.

Nel tardo medioevo, la mancanza di una organizzazione che comprendesse l’insieme della “cavalleria” portò singoli cavalieri a unirsi in confraternite sepolcrine già esistenti. Nel 1558 non ebbe successo il tentativo fatto nel Barbante (Hoogstraten) per riunire in un’organizzazione i cavalieri, sottoporli a Filippo II, re di Spagna, come gran maestro e impiegarli nella riconquista della Terra Santa; lo stesso esito ebbero gli sforzi compiuti dal duca Carlo di Nevers nel 1615 e ciò anche per l’opposizione dei Giovanniti che protestarono presso la Santa Sede.

              
Il Sommo Pontefice Pio IX e il primo Patriarca di Gerusalemme dei Latini Giuseppe Valerga

Ristabilito il Patriarcato latino di Gerusalemme (1847), il Papa Pio IX, per suggerimento del primo patriarca Giuseppe Valerga, conferì (1868) alla cavalleria, fino allora disorganizzata, il titolo di Ordine pontificio: alle dirette dipendenze del Papa come suo sovrano, esso ebbe come proprio amministratore il patriarca di Gerusalemme ed era composto di una cavalleria distribuita in tre classi, cui fu aggiunto il ramo femminile delle dame, con l’approvazione di Leone XIII (1888). L’organizzazione dell’Ordine fu poi modificata dai papi Pio X (baliaggi regionali), Benedetto XV e Pio XI; sotto Pio XII fu fissata a Roma la sua sede centrale (S. Onofrio al Gianicolo) e un cardinale, nominato dal Papa, ne fu posto a capo come gran maestro (1949).


Chiesa e convento di S. Onofrio al Gianicolo - Roma

Un aggiornamento degli statuti fu approvato da San Giovanni XXIII nel 1962, mentre statuti nuovi furono approvati dal Beato Paolo VI nel 1977. San Giovanni Paolo II ne ha approvato una modifica nel 1996, con la quale ha concesso all’Ordine la personalità giuridica vaticana che è venuta ad aggiungersi alla personalità giuridica di diritto canonico.

(K. Elm in Dizionario degli Istituti di perfezione, vol. VIII, Roma, 1988)


 
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