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B. Andrea C. Ferrari

Spiritualità > Feste, Santi e Beati




BEATO ANDREA CARLO FERRARI
cardinale e arcivescovo di Milano



Dal Martirologio Romano - 2 febbraio

A Milano, beato Andrea Carlo Ferrari, vescovo, che valorizzò la tradizione religiosa del suo popolo e aprì nuove vie per far conoscere nel mondo Cristo e la carità della Chiesa.


Riferimenti storici

Nacque a Lalatta, frazione di Pratopiano, nella diocesi di Parma, il 13 Agosto 1850 da Giuseppe e Maddalena Longarini. Nel 1861 fu accolto nel seminario di Parma per i primi studi ecclesiastici. Il 19 dicembre 1873 fu ordinato sacerdote e il 21 dello stesso mese celebrò la sua prima Messa nel santuario della Madonna di Fontanellato.

Nel febbraio 1874 fu nominato parroco di Mariano, paese presso Parma. Il 2 luglio dello stesso anno divenne coadiutore dell’arciprete di Fornovo di Taro. Nell’autunno del 1875 fu destinato vicerettore del seminario di Parma e professore di fisica e matematica. Nel 1877 divenne rettore del medesimo seminario dove, dal 1878, insegnò teologia fondamentale, storia ecclesiastica e teologia morale. Nel 1885 pubblicò una Summula theologiae dogmaticae generalis. Il 29 maggio 1890 fu eletto vescovo di Guastalla e fu consacrato a Roma dal card. Parocchi. Il 29 maggio 1891 fu trasferito alla sede di Como dove si distinse per lo zelo, che lo portò a visitare tutta la vastissima diocesi. Nel concistoro del 18 maggio 1894 fu creato cardinale prete del titolo di s. Anastasia e il 21 dello stesso mese nominato arcivescovo di Milano. Fu allora che assunse accanto al suo nome di battesimo, Andrea, anche quello di Carlo in onore di s. Carlo Borromeo.

Nel marzo 1895 iniziò la sua prima visita pastorale dell’arcidiocesi, che ripeté cinque volte, non trascurando le parrocchie alpine. Durante le visite rivolgeva più volte la parola ai fedeli, faceva l’esame della dottrina cristiana ai fanciulli, amministrava la Cresima e distribuiva l’Eucaristia, spesso consacrava chiese. Celebrò il sinodo diocesano, che non si teneva dal 1687, nel 1902 e ancora nel 1910 e nel 1914, mentre nel 1906 adunò il concilio provinciale. Volle inoltre diversi congressi: quello eucaristico (1-5 settembre 1895), il XV Congresso della Musica Sacra, che fece conoscere il nome di Lorenzo Perosi in occasione delle feste per il XV centenario della morte di s. Ambrogio (maggio-dicembre 1897). Celebrò solennemente il cinquantesimo anniversario del dogma dell’Immacolata (1904) e delle apparizioni di Lourdes (1908) e nel 1910 organizzò le feste per il terzo centenario della canonizzazione di s. Carlo celebrando anche in quell’occasione un sinodo e un congresso catechistico. Nel 1913 promosse le "Settimane Costantiniane", a ricordo del centenario dell’editto di Costantino.

Il beato arcivescovo Ferrari s’interessò anche ai problemi sociali e, in omaggio all’enciclica di Leone XIII Rerum novarum, istituì in Seminario la cattedra di economia sociale. Sotto il suo impulso, il clero si dedicò con entusiasmo alle opere sociali (casse rurali, società di mutuo soccorso, leghe operaie, agricole, ecc.).Anche la stampa cattolica diocesana ebbe le cure dell’arcivescovo: essa era rappresentata da due quotidiani in lotta fra loro: L’Osservatore Cattolico, fondato e sostenuto da don Davide Albertario e La Lega Lombarda, che si diceva di tendenza non intransigente. Il beato tentò la fusione dei due giornali con la fondazione de L’Unione che si chiamò poi L’Italia.

Durante la campagna antimodernista il cardinale, così ossequiente alle direttive della Santa Sede, fu sospettato di deviazionismo e, come tale, pubblicamente attaccato da intransigentissimi giornali cattolici quali La Riscossa di Vicenza e La Liguria di Genova: nell’accusa furono coinvolti il seminario e il clero: né le precisazioni dell’arcivescovo, né le lettere di molti vescovi e cardinali servirono a chiarire l’equivoco: il cardinale allora si chiuse nel silenzio e nella preghiera aspettando che l’ora delle tenebre passasse. Il nuovo pontefice, Benedetto XV, consolò l’arcivescovo, ma ormai un’altra tribolazione aveva colpito il Ferrari: la prima guerra mondiale, che intralciava l’opera di riordino dell’arcidiocesi. Durante il periodo bellico il cardinale si dedicò alla più attiva carità verso gli orfani, le vedove, le famiglie disagiate, i soldati, i prigionieri, e nella ricerca dei dispersi. Si dissipò anche quel pregiudizio, che faceva apparire il Ferrari come antipatriota, perché sempre rigorosamente ligio a tutte le disposizioni pontificie nel conflitto per la “Questione romana”.

Dopo la guerra comparvero i primi sintomi della malattia che lo doveva condurre alla morte. L’arcivescovo tentò di lavorare fino all’ultimo e quando dovette mettersi definitivamente a letto, il popolo milanese pellegrinò alla sua stanza per ricevere ancora una volta la benedizione del suo pastore.

Morì santamente al tramonto del 2 febbraio 1921 e fu sepolto nel duomo all’altare Virgo Potens.

Il risultato del suo governo pastorale fu la concordia ricondotta nella diocesi, la formazione di un ottimo clero, del quale fu educatore eccellente, l’aggiornamento dei metodi pastorali, il rinvigorimento del senso cristiano del popolo.

Negli ultimi tempi della sua vita attese alla costruzione dell’Università Cattolica e alla fondazione di quell’opera di assistenza sociale che da lui prese il nome: l’Opera Card. Ferrari.

Nel 1951 fu iniziato presso la curia arcivescovile il processo canonico per la beatificazione. Il card. Schuster così si espresse in un discorso: “Se ancora vigesse l’antica disciplina ecclesiastica, che permetteva ai fedeli, cioè alla Chiesa vivente, la canonizzazione dei Santi, certo a quest’ora il Card. Ferrari lo vedremmo sollevato alla gloria degli altari, vicino a S. Carlo”. L’introduzione della Causa presso la S. Congregazione dei Riti a Roma fu firmata da Giovanni XXIII l’11 febbraio 1963 e sottolineata da un discorso elogiativo.

Ne è stata riconosciuta l’eroicità delle virtù in data 1° febbraio 1975; in seguito all’approvazione, in data 10 novembre 1986, di un miracolo attribuito alla sua intercessione, è stato beatificato in Roma da Giovanni Paolo II il 10 maggio 1987.

(C. Marcora in Bibliotheca Sanctorum, vol. V e seconda appendice)


PREGHIERA


O Dio,
che edifichi la tua Chiesa col dono dello Spirito
e il ministero di santi pastori,
concedi ai tuoi fedeli,
riuniti per celebrare con gioia la memoria del vescovo Andrea Carlo,
di essere testimoni sinceri di Cristo
e di rinnovare il mondo con la forza del suo Vangelo.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 
 
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